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AutoStar

Introduzione ad AutoStar: Fotometria CCD con AutoStar e DSI Pro

I. Introduzione

La fotometria CCD offre il grande vantaggio di poter acquisire dati simultanei su più stelle. La sensibilità del sensore CCD consente inoltre di utilizzare tempi di esposizione brevi per le stelle più luminose e di lavorare con astri estremamente deboli. Uno svantaggio è rappresentato dal basso intervallo dinamico: per un confronto fotometrico accurato, la stella programma e le stelle di riferimento devono avere magnitudini simili, entro un paio di unità l’una dall’altra.

L’imaging fotometrico è molto simile alla normale astrofotografia, con la differenza che le immagini vengono acquisite attraverso filtri fotometrici speciali. L’apprendimento della fotometria CCD si articola in diverse fasi:

  1. Apprendere l’uso dell’equipaggiamento: telescopio, montatura, camera e software. Sebbene sia possibile utilizzare quasi tutti i tipi di telescopio, i riflettori sono generalmente preferiti.

Per quanto riguarda le montature, una montatura a forcella è superiore a una montatura equatoriale tedesca (GEM). Questo perché la fotometria migliore si ottiene vicino al meridiano, proprio dove le GEM mostrano le loro limitazioni, dovendo effettuare un’inversione del meridiano per continuare l’osservazione oltre tale punto. Una montatura a forcella non presenta questo problema. È preferibile un telescopio su montatura polare/equatoriale rispetto a una montatura altazimutale (Alt./Az.), sebbene sia certamente possibile eseguire fotometria anche con quest’ultima.

Si consiglia una postazione fissa; se il telescopio viene smontato ogni notte, le operazioni di installazione e allineamento possono richiedere molto tempo. È utile prevedere una certa protezione dal vento e dalla luce parassita. Non è necessaria una visibilità completa dall’orizzonte all’orizzonte: è sufficiente un campo visibile fino a plus o meno 60 gradi dallo zenit. Anzi, nella maggior parte dei casi, un range di plus o meno 30 gradi funziona perfettamente, poiché questa è la regione ottimale per la fotometria.

  1. Imparare ad acquisire buone immagini di campi stellari, scattando dark frame e flat field e utilizzandoli per calibrare le immagini.

  2. Una volta padroneggiata la tecnica di imaging, si è pronti per esercitarsi nella fotometria. Scegliere stelle che si trovano alte nel cielo quando attraversano il meridiano: più sono vicine allo zenit, meglio è. Più ci si allontana dal meridiano, più la qualità delle immagini diminuisce, compromettendo di conseguenza l’accuratezza fotometrica. Cercate di pianificare le osservazioni in modo che la stella si trovi a est del meridiano e lo attraversi durante la sessione osservativa.

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  3. Acquisire più serie di immagini di un campo stellare contenente sia la stella programma che quella di confronto. Assicurarsi di salvare le immagini in formato FITS. Se le immagini vengono salvate come JPG, GIF o in qualsiasi altro formato diverso da FITS, non sarà possibile eseguire la fotometria su di esse.

  4. Esercitarsi nell’estrazione dei dati da una singola immagine finché non si riescono a riprodurre esattamente gli stessi valori di magnitudine. Per la stessa immagine, i risultati devono essere identici.

  5. Esercitarsi nell’estrazione dei dati da diverse immagini dello stesso campo stellare, acquisite quasi contemporaneamente e con lo stesso filtro. I dati di magnitudine per le stesse stelle dovrebbero coincidere tra le varie immagini. Molto probabilmente, inizialmente non sarà così: impegnatevi a capire il motivo di queste discrepanze e a trovare il modo di minimizzarle.

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  6. Una volta ottenuti dati ripetibili e acquisita piena confidenza con le procedure, si può iniziare a svolgere fotometria professionale.

Di seguito viene illustrata una procedura consigliata utilizzando una camera monocromatica Meade DSI Pro o DSI Pro II e il software AutoStar.

Creato il 1 febbraio 2007
Modificato il 10 febbraio 2007
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